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28 giugno 2015

Caldo nello stomaco, scende lento e cade, cade, cade…è questo caffè oppure il mio sogno che precipita dentro la mia intelligenza e piove sfacciato sulla realtà?

Ecco che mi blocco. Mi blocco ancora come uno scoiattolo senza testa. Ci hanno provato, Vento, a incollarmi al foglio bianco. Tuttavia, gentile, stavolta scuoto la testa e tolgo le scarpe per compiere quel piccolo passo che mi fa perdere peso. Annuso l’aria, disegno gentile il mio movimento e poi scorro nel tempo. Mi sono arresa all’evidenza.

Mio caro carissimo Vento, fai l’amore con me. Fai l’amore come io sola so fare. Ricambiami, vento. Ti ho cercato, costretta come una rondine abbozzata a penna, fra i margini di un foglio aspettavo che ti levassi. Mi sciolgo. Io non sono più io. Io sono te.

Le falene girano intorno alla testa dei miei sogni. Paralisi temporanea, con canto. Desiderio che smuove l’agonia, che la spinge fuori da se stessa. Abito una casa che non c’è e le stanze si muovono invertendo i percorsi disegnati dalla volontà. Il pavimento è un labirinto miracoloso e instabile. Mi-sento-libera. Mi sento la sposa del Vento.  Vorrei cancellare la dolorosa instabilità dell’attimo e vorrei essere io stessa quell’attimo. Vorrei non aver visto il tuo volto colare sensuale come una possibilità unica. Il vento ha un volto?

Vorrei aver compreso prima, Vento, tutto quello di cui avevo bisogno.

Non voglio raffinarmi non voglio contenermi non voglio riflettere non voglio stare attenta non voglio bussare alle porte del mio stesso cuore chiedendo ancora – permesso! Mi è permesso entrare, sfondare, leccarmi le ferite, baciarmi le labbra, socchiudere la porta, far entrare chi voglio come quando e perché lo voglio. Mi è permesso scoparmi la meraviglia e fare l’amore con le stelle già morte, puzzare di alcool e caffè, scrivere stronzate solo perché ne ho voglia, respirare lo smog dei miei pensieri, strapparmi la pelle, darmi via senza pensare, accendere un incenso, disegnare demoni, calcare forte su un muro le parole che mi escono dallo stomaco, guardarvi tutti in faccia con la sfrontatezza guerrigliera che non capirete mai, sedurre e abbandonare, gettare il mio cuore in pasto ai leoni, mettere lo smalto a mezzanotte, smettere di mangiare ciò che mi piace, picchiare la luna perché è troppo lontana, entrare in un’abbazia abbandonata di notte tenendo la mano a un fantasma, vedere gli spiriti, parlare a un gatto che non mi ascolta, boxare con la banalità delle paure, delle paure che non ho mai avuto realmente, perché sono le loro paure e stavano per divorare il mio spirito e no, Vento, il mio spirito non si tocca più.

E tu, vento, sei libero di fare lo stesso. Ti amerei comunque. Ti amo comunque.

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21 settembre 2014

Pavimento freddo. Piedi sporchi.

Nessuna intenzione nel desiderio. Lei. La terza persona, solo un ego più cattivo, un ego che si fa del male perché si cerca dà fuori. Ancora catene: non ci siamo. Mi lego al mattino, mi lego alla coscienza, mi lego al concetto viziato, inutile, sordido.

Cammino, bevo, leggo. Non sto cercando di scrivere, sono sveglia. Una traccia di tutto questo, una testimonianza per gli occhi e per il cuore. Le vene raccolgono il sangue, lo rilasciano. Si ostina a tornare ma io so che sarà clorofilla, un giorno. Avverrà per caso, nel mistero senza misteri di un grande seme dischiuso, nella fenditura improvvisa della vita. Chi spacca cosa? Cosa è spaccato, da chi? Ho sempre avuto la certezza dello squarcio e l’ho trovata bella. Questo sono. Una certezza inutile quanto necessaria: quel che mi separa e mi unisce alla morte, alla mia morte.

Il rifiuto non costringe la vita a cantare più forte. La dolcezza non ne accorda lo strumento. L’attenzione non tiene lontano il mostro.
È un mantra, solo un mantra, la nostra vita umana, se vissuta pienamente.
Ho un cervello, così come ho le mani e la fica e le scarpe. Ogni cosa che mi è stata data, se la penso come data mi verrà tolta, mi sono votata alla verità.
Cancellare ogni calcolo. Tirare una linea sulla formula dell’entropia.
Calore. Sentire il calore anche solo quando si oppone al freddo.

Pavimento freddo, piedi nudi. Anche la stanza mi cammina e sono a testa in giù. O lei mi scalda. Mi ricorda che è fredda, nonostante tutto. Cammino, lei cammina, le gambe camminano, le gambe mi dicono ancora una bugia. “Architetto, finalmente ti ho incontrato…”.

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27 agosto 2014

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Ci sono persone e cose che sono pietre d’inciampo. O deviazioni forzate.
L’errore sarebe credere che non facciano parte di quel cammino che non ha una direzione retta ma si costituisce in una precisa sinfonia qualitativa.
La strada non esiste senza i suoi margini, i suoi dettagli, i suoi inganni e le radici deformanti degli alberi piantati da altri, in un altro tempo, che è sempre il nostro tempo.
La strada è una condizione, non un contenitore. In essa confluiscono tutte le cose conosciute, così come quelle ignote. In tal modo, la qualità del procedere si incastra con quella del percorso e laddove si formino delle buche, la caduta del senso che ne consegue diviene la struttura stessa del movimento.

Il verbo non è che il soffio insufficiente dell’espirazione. Finisce nel suo finire. Anche la parola precipita nel buco del discorso. Si guarda in ogni direzione. si hanno occhi ovunque. Si trova tutto e non si trova nulla.
Non si tratta affatto di una condizione benedetta, si tratta di ciò che è: quando il nesso causa-effetto esplode, lascia una piega assoluta nello spazio tempo. Tutto ciò che è, tutto ciò che non è, divengono ciò che potrebbe essere, scivolando nella non-cosalità.

Il rovescio

18 agosto 2014

Parlami nella lingua che preferisci. Ti ho perso ogni volta che ti ho amato: tu sei l’intensità, il centro del mio non me.
Perdendo lo specchio in un tuo sorriso sconosciuto, china sul ciglio del mio sesso vuoto. Come se fosse, nelle parole, un altro possibile che non sappiamo.
Per questo ti offro le mie mani di carta. Riempile del tuo destino. Sorridi di questa fioritura semplice.

Un pezzo d’impossibile, l’amore

15 giugno 2014

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Magritte-LesAmantsChe tu non sia un oggetto teorico che può essere individuato secondo la legge di relatività generale e la cui esistenza nell’universo è descrivibile, in modo puramente speculativo, tramite soluzioni matematiche in cui delle geodetiche sono derivate da una singolarità gravitazionale o da un orizzonte degli eventi, mi sembra un discreto dato di fatto.
Intendiamoci, non che io mi nasconda il quantum d’illusione che può esserci nell’amore e in tutto il resto. Nondimeno, muovendo dalla realtà di ciò che tocco – e che posso sentire, aprire, graffiare, o riconoscere come qualcosa di simile al mio senso del mondo, alle mie aperture, ai graffi che ho subìto nella vita – mi rendo conto di quanto il toccare sia un fondamento del reale o dell’impossibile praticabile. Anzi, il tocco è la quintessenza stessa del movimento che ci rende vivi e prossimi.

Abbracciare te significa contornare un pezzo d’impossibile, realizzare un supplemento insperato…

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Violence / Violenza :: Mail art call

22 marzo 2014

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Mail art call

VIOLENCE / VIOLENZA

Deadline: 31st May 2014 / Scadenza: 31 maggio 2014

No size limit. Free technique. / Nessun limite di misura. Tecnica libera.

No returns. Following the exhibition, documentation will be sent to all participants. / I materiali inviati non si restituiscono. Una documentazione della mostra sarà inviata ad ogni partecipante.

Send to: / Inviare i contributi a:

D. Vitiello & C. Mangone
via dell’Alloro n. 85
04013 Latina Scalo (Italy)

For more infos: / Per maggiori informazioni:violence_mailart@subvertising.org



L’arte postale (in inglese: mail art) è un movimento diffuso e internazionale che si basa sul superamento delle strutture istituzionali di creazione e fruizione dell’arte – “mestiere”, gallerie, critica, ecc. –, sullo scambio diretto e gratuito di qualsivoglia prodotto della creatività umana e sull’uso precipuo del sistema postale.
La mail art nasce sostanzialmente con lo sviluppo dei servizi postali moderni. Ma è con le…

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Ciò che implica tristezza, esprime un tiranno.

14 ottobre 2013

schizzi.

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